L’albergo etico

L’esperienza di Albergo Etico nasce quattro anni fa a Asti, ma non si è fermato lì. Un’azienda turistica con un forte impegno nel sociale: il 40% del personale è disabile

La storia di Albergo Etico inizia quattro anni in Piemonte. E da pochi mesi è stata inaugurata la seconda struttura nel centro di Roma. Racconta Alex Toselli, presidente della Cooperativa Download: «Sono passati diversi anni da quando Niccolò Vallese ha messo piede per la prima volta nel ristorante astigiano Tacabanda. Era stato mandato dalla Scuola alberghiera di Asti per un tirocinio. Affetto da sindrome di Down è stato accolto in cucina dallo chef Antonio De Benedetto, oggi presidente dell’Associazione Albergo Etico Italia Onlus. Il primo non aveva alcuna esperienza lavorativa, il secondo non era abituato a interfacciarsi con il problema dell’accessibilità. Oggi Niccolò è maître del ristorante, cuore di Albergo Etico, responsabile del servizio colazioni e accoglienza ristorativa e consigliere di amministrazione della Cooperativa Download. E nella struttura ci sono 15 persone con disabilità cognitiva». «È stato proprio l’entusiasmo con cui Niccolò ha guardato al mondo lavorativo – continua Toselli – che ci ha convinti a disegnare un progetto nuovo. Il risultato del suo lavoro ci ha colpito al punto da portarci a immaginare un sistema fatto di collaborazione e integrazione tra persone disabili prive di esperienza e professionisti del settore». I ragazzi affetti da disabilità rappresentano in media il 40% del personale dell’albergo. Per assicurare l’efficienza della struttura e formarli vengono affiancati da professionisti normodotati con curricula legati al settore alberghiero.

L’albergo di Asti ha registrato un grande successo e ha suscitato molto interesse. Famiglie e associazioni sono arrivate in Piemonte da tutta Italia per vedere come funziona concretamente questa azienda. Sono stati coinvolti tanti ragazzi del territorio e ora ha esportato la sua mission fuori dal Piemonte.

Nuovo Albergo Etico a Roma

A dicembre 2018 il primo cliente ha varcato la soglia di una camera nella nuova sede dell’azienda, a Roma, vicino a Piazza del Popolo. È stata ristrutturata completamente una palazzina storica di proprietà di una congregazione di suore. Era un vecchio asilo in semi-abbandono, ed è rinato con uno scopo nobile. Oggi non viene utilizzato per il solo scopo turistico e ricettivo: è in prima fila nell’impegno per il sociale.

Antonio Pelosi, responsabile della sede, si è affiliato all’associazione e ha segnalato la sua volontà di aprire una sede simile a quella di Asti. Albergo Etico ha scelto a Roma di formare ragazzi che non hanno solo disabilità cognitive, ma anche difficoltà motorie. Sono 10 dipendenti dai 22 ai 42 anni (8 sono dedicati ai lavori nelle camere).

Ma non è sempre facile lavorare seguendo questa visione. Si incontrano clienti poco sensibili o che, al momento della prenotazione, non sapevano cosa aspettarsi. È il caso di ospiti stranieri che non parlano italiano: non tutto il personale, infatti, parla correttamente l’inglese o altre lingue. «A volte si possono creare situazioni dove viene messa alla prova la delicatezza del cliente» spiega Antonio Pelosi. «Per questo ci presentiamo come un hotel a tre stelle, nonostante la struttura sia di categoria superiore. Vogliamo evitare eccessive aspettative, così da tutelare gli ospiti e il personale. È difficile confrontarsi con chi non comprende il nostro mondo. In questo modo riusciamo a creare un ambiente rilassato e confortevole per tutti, in uno spazio dall’estetica ricercata».

Non solo un Albergo

Albergo Etico, dunque, non è solo un’azienda che realizza strutture ricettive. È un vero e proprio incubatore di potenzialità, dove formare persone, tutelarle e comprenderle. Per prepararle ad affrontare il mondo del lavoro, a inserirsi in contesti differenti e a prendersi le proprie responsabilità. «L’obiettivo è aiutare questi ragazzi a trovare un lavoro. Vogliamo che crescano e acquisiscano competenze. Ci sono molti hotel di livello che vorrebbero assumere personale disabile, ma faticano a trovare figure già formate e adatte. Io mi occupo personalmente di formare i ragazzi che scelgono di venire da noi così che possano cogliere quest’opportunità. Il nostro progetto è stato accolto con entusiasmo anche da Federalberghi. Siamo consapevoli di aver creato una realtà importante che può portare molto lontano». La struttura non si propone di essere solo un albergo. La volontà è di creare un luogo di aggregazione per chi, come i ragazzi scelti per lavorare, ha difficoltà a inserirsi nella società.

E ora l’azienda si prepara a iniziare un nuovo percorso in Toscana dove i lavori sono già cominciati. Conclude Alex Toselli: «Abbiamo formato il primo gruppo di ragazzi che inizierà a lavorare nella nuova sede di Pistoia. Apriremo dopo l’estate».

Giorgia Bollati

2019-07-18T19:56:22+00:00
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